Stefano Bonzi (aka "vago sbonzix")

Una bicicletta lunghissima

Rispetta il verde: non appoggiare bici a tutte e tre le siepi

Questo cartello mi ha sempre fatto ridere molto.

Si tratta di tre siepi piuttosto lunghe, infatti; trasgredire il divieto è davvero impossibile, ci vorrebbe un mega-tandem da una trentina di metri.
Quindi si è costretti ad obbedire, appoggiando la bici ad una sola delle tre siepi in questione.

La mia storia fotografica

Il mio regalo di maturità, un miliardo di anni fa, fu una Olympus OM10. Una reflex, finalmente!

Olympus OM10

All’epoca, avere una reflex ti piazzava quasi automaticamente nella categoria di “fotografo professionista”; pochi, tra i conoscenti, sapevano qualcosa di profondità di campo, diaframmi, otturatore ecc.
La fotografia, tra i comuni mortali, era avvolta tutto sommato in una sorta di mistero; ricordo ancora più di un amico lamentarsi degli scarsi risultati di molti scatti attribuendoli a qualche malfunzionamento della propria macchina fotografica, addirittura a dei non meglio precisati “acidi” contenuti nella macchina stessa (comunque mai una reflex).

Io, qualche anno prima, mi ero letto “La nuova tecnica della fotografia” di Andreas Feininger e anche altre cose; diciamo che avevo una solida base teorica: purtroppo però non possedevo una macchina fotografica reflex. C’era la macchina di mio papà, una Agfa compatta, che però lui non mi prestava volentieri (come dargli torto: quando finalmente me la prestò la dimenticai immediatamente in aeroporto e quando finalmente la recuperai non funzionava più).

Agfa Optima II

Quindi, prima della OM10, le uniche fotografie che ero riuscito a scattare erano quelle fatte negli Stati Uniti: la mia famiglia ospitante ogni tanto mi prestava la Nikon (una FG, mi pare, ma non ne sono sicuro).

Nikon FG

Però anche loro non è che si fidassero proprio tantissimo (sempre giustamente), quindi ne scattai pochissime. Vabbè, se anche si fossero fidati non è che ne avrei scattate molte di più, eh: all’epoca sviluppo e stampa costavano abbastanza, e i pochissimi dollari che mi giravano in tasca preferivo spenderli in altre cose.
Comunque: se non altro avevo finalmente messo le mani su una reflex.
Poi finalmente arrivò l’Olympus, andai a studiare a Milano, conobbi Enrico che mi introdusse nel mondo della camera oscura, impressionai e sviluppai ettometri di pellicola e con l’ingranditore Durst F30 del papà di Chicco stampai metri quadri di Ilford Multigrade nel bagno della casa in Piazzale Susa.

ILFORD Multigrade photographic paper

Poi Irene mi prestò la sua Nikon F-301. È il primo cedimento alle seduzioni dell’alta tecnologia: avanzamento automatico della pellicola!

Nikon F-301

E poi nel 2004 o 2005 mi sono comprato una reflex digitale, che uso ancora oggi.
Oh, è la mia prima macchina con l’autofocus!

Nikon D70

Tutto questo (spero non troppo) noioso excursus storico per dire che mi interesso di fotografia da un bel po’ di annetti. Non sono un esperto, ma ne so un po’. Non sono un grande appassionato; forse lo ero prima della rivoluzione digitale, non so.
Di certo lo sviluppo che ha avuto il digitale in fotografia in questi ultimi anni mi dà un po’ di nausea. Se all’inizio l’idea mi entusiasmava, ora devo dire che questa improvvisa passione per la fotografia, che sembra aver colto praticamente tutti, un po’ mi infastidisce.

Ne parlerò in un prossimo post.

Me love saxophone

me yanagisawa saxophoneIl mio tenore: un bellissimo T-992 Yanagisawa in bronzo

Jody Jazz HR*Il mio bocchino: un fantastico Jody Jazz HR* in ebanite (apertura: 7*)


Rovner Dark 2RLa mia legatura: un’ottima Rovner Dark 2R.


Rovner Light 2RLa mia nuova legatura: ho preso l’ottima Rovner Light 2R. Non pensavo che la legatura potesse fare una simile differenza, ma davvero, suonare con questa è completamente diverso. L’unica differenza rispetto alla Dark è che c’è un po’ meno materiale, però…

Arriverà

Attendo con ansia il giorno in cui il nome di B. verrà nominato solo nelle polemiche sulla decisione di una giunta comunale qualunque che gli vorrà dedicare una strada.

Profili ICC anche nei browser

Il web continua a fare passi avanti: da un po' di tempo, ad esempio, anche i browser supportano finalmente i profili di colore ICC. È una buona notizia per chi pubblica le sue immagini nel web, davvero un’ottima notizia. Ovviamente il discorso non è valido per tutti i browser, ma… si sa, non viviamo in un mondo perfetto. Insomma, chi usa Internet Explorer ha una nuova ragione per smettere; chissà se la versione finale di Internet Explorer 8 avrà il supporto per i profili di colore? In ogni caso Firefox 3 il supporto ce l’ha, ma di default è disattivato (chissà poi perché). Per attivarlo basta:
  1. digitare “about:config” (senza le virgolette) nella barra degli indirizzi;
  2. cercare la voce “gfx.color_management.enabled”;
  3. farci doppio clic: il suo valore passerà da “false” a “true”: Dopo un riavvio dell’applicazione le immagini verranno mostrate tenendo conto del profilo ICC in esse incorporato (sempre che l’autore ve l’abbia incorporato, ovviamente).
Safari, ça va sans dire, supporta di default i profili di colore. C’è un post nel blog di datacolor dove è possibile effettuare un semplicissimo test per verificare se il proprio browser supporta i profili ICC o meno (si tratta di guardare un’immagine). Anche il sito dell'ICC offre un test simile, anche se con un’immagine più complessa (che consente di verificare anche la stampa).

Cuvée Terpinola 2008

È ora di imbottigliare!

Qvé: Cuvée Terpinola 2008

Protagonisti:

  • una barrique (usata);
  • i rossi della Cantina Sociale di Roveré della Luna; in particolare:
    • due damigiane di Teroldego;
    • una damigiana di Pinot Nero;
    • una damigiana di Lagrein;
    • diverse bottiglie dei vini citati;
  • il concetto di Cuvée (inteso come blend).

Metodologia:

  1. miscelare (to blend) i vini nella barrique (piazzata in una cantina adatta all’uopo);
  2. rabboccare ogni due settimane, in modo che nella barrique non vi sia aria;
  3. attendere due anni.

Conclusioni:

Il 12 aprile 2008 si procederà all’imbottigliamento del abbiamo imbottigliato il Terpinola.
C’è chi sostiene che sarebbe necessario un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia.
Di almeno altri due anni.

Si vedrà.